Problemi ecologici 

Aspirazione e filtrazione nelle aziende produttive: cosa valutare prima di aggiornare l’impianto

Nelle aziende produttive, l’aria che circola negli ambienti di lavoro descrive molti aspetti. I settori industriali generano sostanze aerodisperse, come polveri sottili, fumi chimici, particolato metallico, vapori organici, che, se non sono gestite in modo corretto, diventano un problema serio. Per la salute dei lavoratori, prima di tutto, ma anche per l’efficienza degli impianti stessi, oltre che per il rispetto delle normative ambientali e di sicurezza.

Aggiornare un sistema di aspirazione e filtrazione non è una decisione da prendere velocemente, perché deve essere effettuata un’analisi attenta delle esigenze specifiche dell’azienda. Bisogna anche avere una conoscenza approfondita dei componenti disponibili sul mercato ed effettuare una valutazione dello stato attuale dell’impianto esistente. È sempre utile capire davvero cosa si sta acquistando e perché.

Il ruolo dei cestelli porta maniche filtranti

Quando si parla di filtrazione industriale, un elemento a volte sottovalutato, ma allo stesso tempo decisivo, è rappresentato dai cestelli porta maniche filtranti per filtrazione aria industriale. Si tratta di strutture metalliche, generalmente in acciaio zincato o inox, che supportano le maniche filtranti all’interno dei filtri a tessuto. Il loro compito consiste nel mantenere la forma della manica, impedire che subisca effetti imprevisti durante il ciclo di pulizia e assicurare un flusso d’aria uniforme attraverso il materiale filtrante.

La qualità costruttiva di questi cestelli ha delle conseguenze ben precise sull’efficienza del filtro e sulla durata delle maniche stesse. Per esempio, un cestello realizzato con materiali inadeguati può provocare abrasioni, usura e, nei casi peggiori, rotture che hanno effetti sull’intera funzione filtrante.

Prima di aggiornare un impianto, è fondamentale verificare la compatibilità tra i cestelli in uso e le nuove maniche previste, valutando anche la struttura dei fori di supporto, la rigidità della struttura e la resistenza alla temperatura dell’ambiente di lavoro.

Come sapere quando è il momento di agire

Gli impianti di aspirazione invecchiano e questa è una realtà che molte aziende tendono a rimandare, preferendo interventi di manutenzione parziali a una revisione totale. Ma ci sono alcuni segnali che indicano come il sistema abbia bisogno di qualcosa di più di una semplice pulizia ordinaria.

Un primo indicatore è costituito dall’aumento della caduta di pressione. Se la differenza di pressione tra l’ingresso e l’uscita del filtro cresce costantemente, significa che il sistema sta lavorando in condizioni di stress. Le maniche si intasano con maggiore frequenza, il sistema consuma più energia e la resa complessiva diminuisce.

Un altro segnale è la comparsa di odori anomali o di depositi visibili di polvere nelle aree di lavoro, situazioni che indicano che il filtro non sta trattenendo correttamente le particelle. Infine, i guasti continui ai componenti meccanici (le valvole di pulizia o i motori del ventilatore) sono spesso sintomi di un impianto che ha raggiunto i limiti del suo ciclo vitale.

La valutazione tecnica parte dalla portata d’aria

La valutazione tecnica deve partire dal dato della portata d’aria necessaria. Espressa in metri cubi per ora, questa misura dipende dal tipo di lavorazione, dal volume dell’ambiente, dalla quantità e dalla natura delle sostanze aerodisperse.

Prima di scegliere un nuovo sistema, è bene commissionare un’analisi degli spazi e una valutazione delle fonti di emissione. Infatti, solo partendo da dati reali è possibile progettare un impianto che lavori in modo efficiente, senza sprechi.

Tipi di filtrazione e materiali filtranti

Non tutti i filtri industriali sono uguali. La scelta del materiale filtrante dipende dalla natura delle sostanze da trattenere, dalla temperatura dell’aria in ingresso e dalle esigenze di pulizia del filtro stesso.

Per polveri secche, i tessuti in poliestere rappresentano una soluzione affidabile. In presenza di temperature elevate, si utilizzano materiali come il vetro tessuto, capaci di resistere a condizioni termiche particolari. Per applicazioni con polveri umide o appiccicose, invece, i tessuti in PTFE laminato mettono a disposizione una superficie liscia che impedisce ai depositi di aderire.

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