Alla scoperta del collirio: una preparazione acquosa

di | 13/01/2020

Come già preannunciato dal titolo, il collirio non è altro che una preparazione a base di acqua salina ad azione lenitiva, applicabile direttamente sui nostri occhi affinché questi possano migliorare sul piano del disturbo oculare. Sotto forma di gocce, il collirio viene generalmente prescritto per il trattamento del glaucoma, per congiuntivite, allergie e arrossamenti oculari. Esso risulta inoltre un ottimo mezzo per dilatare la pupilla, in funzione di specifici test diagnostici sul piano degli occhi previ interventi chirurgici. Quello che più soddisfa chi utilizza il collirio è che rende facile la somministrazione del principio attivo, sebbene a volte si può incorrere in spiacevoli effetti collaterali. Generalmente i colliri sono disponibili in pratiche ampolle monodose, che necessitano periodicamente di miscele antimicrobiche per impedire la proliferazione di germi. L’antimicrobico impiegato deve ovviamente avere una compatibilità con gli eccipienti del principio attivo del collirio stesso, motivo per cui consultare il proprio oculista risulta essenziale nell’utilizzo di qualsiasi prodotto che agisce sul nostro apparato oculare.

Come si utilizza?

Sebbene possa sembrare scontata l’applicazione del collirio, in realtà non lo è affatto. Quello che cambia tra una somministrazione e un’altra è la posologia, che corrisponde alla frequenza d’applicazione, la quantità di gocce utilizzare e la durata della terapia. La procedura d’applicazione risulta però molto intuitiva: piegando leggermente la testa all’indietro e dirigendo lo sguardo in alto, con l’aiuto del pollice o dell’indice, si abbassa la palpebra inferiore del nostro occhio in cui il farmaco necessita di posizionarsi. Basta istillare nella parte interna dell’occhio le gocce prescritte e il gioco è fatto. Una delle segnalazioni più importanti da fare dopo l’applicazione del collirio nell’occhio, è quella di evitare di serrare gli occhio subito dopo l’applicazione. È preferibile cercare di chiudere con dolcezza le palpebre.

Le avvertenze più importanti

L’auto-terapia è calorosamente sconsigliata, anche perché solitamente si rischia di incorrere in effetti collaterali disastrosi. Prima di istillare la soluzione, è consigliato agitare bene il collirio e, una volta aperto il prodotto è regola conosciuta quella per cui si deve controllare la data di scadenza del farmaco. Una volta che il prodotto è stato aperto correttamente, se il collirio è destinato alla cura di infezioni oculari, allora bisogna tenere in considerazione che l’efficacia terapeutica vede il suo declino dopo ben 5-7 giorni dall’apertura. Ogni medico consapevole deluciderà su tali avvertenze, non mancando di ricordare che non tutti i colliri sono uguali, alcuni infatti richiedono una doppia somministrazione al giorno, mentre altri devono essere rigorosamente chiusi ogni 3-4 ore. Mvm Roma, la quale si occupa di chirurgia oculistica, saprà bene indirizzarvi sui trattamenti da svolgere dopo un’operazione e saprà venirvi in soccorso per qualunque problema che richieda un intervento tempestivo al vostro apparato visivo.