Punti metallici: un po’ di storia

di | 27/11/2012

Sono oramai millenni che l’umanità scrive, registra e archivia informazioni di ogni tipo su fogli di carta o di pergamena; ed è da altrettanto tempo che si pone il problema di amministrare, mettere in ordine, sistemare tali masse di informazioni in una maniera che le rendesse di facile consultazione per le strutture governative, direttive e burocratiche. Ci sono dunque millenni di storia dei sistemi usati a tale fine: dalla cucitura dei fogli, all’uso della colla, a metodi più strani come il legare i fogli con nastroe e saldarli con la cera – proprio nell’angolo superiore sinistro, come facciamo noi oggigiorno, e come fecero degli accademici nel 1200.

Bisogna attendere il diciottesimo secolo, in Francia, per vedere un primo sforzo di meccanizzazione di questa procedura in modo simile a quello che conosciamo; e si tratta di una macchina pinzatrice di assoluta eccezione, costruita totalmente a mano per Re Luigi XV. A quanto pare, funzionava con graffette d’oro massiccio, ciascuno inciso con il sigillo della corte reale e incastonato con gemme preziose. Ovviamente, il macchinario era del tutto unico, e non aveva indubbiamente nessuna aspirazione di essere utilizzato in massa negli uffici.

Fu negli Stati Uniti, nella seconda metà del milleottocento, che ad opera della Novelty Manufacturing Company venne lanciato il primo tipo di pinzatrice simile a quelli moderni. Era però in grado di venire caricato con un solo punto metallico per volta, quindi andava ricaricato continuamente, e inoltre infilava i punti ma non li richiudeva. Un notevole passo avanti fu fatto nel 1879, con la macchina della McGill’s che includeva il congegno per richiudere i punti infilati nei fogli; purtroppo, tuttavia, anche qui il meccanismo si limitava ad un solo punto per volta, richiedendo continue ricariche.

Fu proprio sul finire del secolo, nel 1895, che la Hotchkiss Company, con sede nel Connecticut, nella città di Norwalk, introdusse sulla scena il primo modello (nominato appunto “No.1”) in grado di caricare lunghe strisce di punti legati insieme. Tuttavia, per farli separare correttamente, occorreva esercitare una grandissima forza sulla leva del macchinario, tanto che in molti uffici gli veniva addirittura affiancato un martello. Fu soltanto nel 1937, ad opera di Jack Linsky, che venne brevettato un modello – la Swingline n.3 – che fosse agevole da usare e da ricaricare, e che permettesse di lavorare con facilità. Un modello tanto ben fatto che il design, anche oggi, è rimasto sostanzialmente invariato.