La storia e le tradizioni

By | 27/11/2018

Per comprendere al meglio chi siamo non possiamo non fare riferimento a chi siamo stati, a come siamo arrivati a quelle azioni che consideriamo scontate, impossibili da non compiere quali la sepoltura dei nostri cari.
Ad oggi vi sono varie pratiche, è vero, è possibile attuare delle sepolture alternative, ‘’trasformare’’ i propri cari in alberi, tenere le loro ceneri con sé, ma qualsiasi sia la scelta, in ogni caso l’obiettivo è uno solo e coincide con il fissare nella memoria un momento doloroso nel miglior modo possibile.
Le nostre tradizioni provengono direttamente dal passato le abbiamo solamente modificate e rese più adatte all’attualità, ma il nostro modi avere a che fare con la morte ha subito ben poche variazioni se si pensa alla sepoltura (metodo ancora oggi più utilizzato).

La sepoltura in due tempi del Neolitico

In Puglia sono stati rinvenuti, all’interno di una grotta, dei resti umani che suggeriscono che sette mila anni fa i riti funebri seguivano un andamento complesso e in più fasi, si trattava di un rituale che poteva protrarsi per un anno o più.
Dopo una pre-sepoltura di durata difficile da stabilire, le ossa dei defunti venivano separate dalla carne e sepolte nuovamente all’interno di una grotta dal forte significato simbolico insieme a resti animali, utensili, vasellame.
L’analisi di un archeologo inglese, svoltasi su ventidue uomini del Neolitico, perlopiù bambini, sepolti nella Grotta Scaloria piena di stalattiti e stalagmiti, alla periferia nord di Manfredonia nel Tavoliere foggiano.
Anche da quest’analisi è emerso che lo smembramento delle ossa di resti umani è una pratica che si trova anche in altre civiltà antiche, ma si tratta di uno degli esempi più concreti in Europa.

Un luogo sacro

La scelta della destinazione finale non è casuale, ma al contrario, dall’analisi della suddetta grotta pare che gli antichi sistemassero recipienti sotto all’acqua che filtrava dalla roccia utilizzando un liquido raccolto come balsamo purificatore e venerando le ossa, che, collocate all’interno della cava stavano a simboleggiare l’unione con la pietra, un ritorno alle origini, un ciclo di incarnazione.
Oggi non creiamo questi luoghi sacri, ci rifacciamo perlopiù a luoghi come cimiteri, ma in ogni caso anche essi, seppur condivi con altre persone, diventano per noi un luogo sacro, un luogo per ricordare i nostri cari dopo aver realizzato per loro un bel funerale come quelli organizzati dalla Cattolica San Lorenzo, un’impresa funebre a  Roma.